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FUKUI Itinerario panoramico tra l’eterna grazia
  • TOKYO
  • FUKUI

Tema dell’itinerario panoramico

TIMELESS ARTISTRY

I viaggiatori

  • Traveled : November,2019 Adrien Leuci
    Direttore di Japan Information
    Risiede a Francia (Tolosa)
  • Traveled : November,2019 Samantha Lassaux
    Organizzatrice di eventi
    Risiede a Tokyo
    Paese d'origine: Francia

Appena giungi a Tokyo scopri le Trentasei vedute del Monte Fuji, capolavoro di tecnica ukiyo-e del leggendario Hokusai in esposizione al Museo Hokusai di Sumida, il grande quartiere in cui l'artista nacque, poi visita il tempio Eiheiji, sacro sito storico di oltre settecento anni situato subito fuori Fukui ove ancora si pratica l'ascetismo buddista, che qui anche al normale visitatore è concesso intravedere. Un viaggio più a sfondo culturale all'insegna dell'animo e dello spirito del Giappone più vero.

Official Tokyo Travel Guide
https://www.gotokyo.org/it/

Local government official website
https://www.fuku-e.com/lang/english/

Aeroporto di Parigi Charles de Gaulle

JAL046 Come arrivare dal tuo paese

  • Adrien Leuci

    Il volo da Parigi con Japan Airlines è iniziato molto bene: era in classe economy Skytrax© 5-Star, perciò con tutto quello che comporta, cioè spazio, comodità e la proverbiale ospitalità giapponese.

Aeroporto internazionale di Tokyomore

Aeroporto internazionale di Tokyo

Uno dei principali punti di accesso a Tokyo, conta diverse strutture commerciali e dalla piattaforma panoramica all'ultimo piano del terminal passeggeri, accessibile anche a chi non deve volare, si domina l'intera baia di Tokyo.

Area metropolitana di Tokyo

Primo giorno

TOKYO

Museo Hokusai (Sumida)more

DESTINAZIONI RACCOMANDATE

Museo Hokusai (Sumida)

Katsushika Hokusai, artista giapponese rinomato in tutto il mondo, nacque proprio lungo la Hokusai, via importante dell'attuale distretto di Sumida, e nei circa novanta anni di vita, una rarità per l'epoca, creò un numero elevatissimo di opere d'arte.
Alcune esposizioni a tema e i programmi educativi del museo si prefiggono soprattutto d'illustrare il rapporto tra Hokusai e la zona di Sumida in cui viveva.

  • Adrien Leuci

    Disegnato e progettato da Kazuyo Sejima, vanta un’architettura molto originale, non solo per la forma ma anche per la capacità di creare contrasto tra lo scuro interno e la luminosità esterna, nonché per il modo straordinariamente efficace di far focalizzare l’attenzione sulle opere di Katsushika Hokusai, l’artista giapponese a cui è dedicato. E finalmente ho potuto vedere La grande onda di Kanagawa, una delle più conosciute al mondo, e le riproduzioni in scala naturale di cera dell’artista e della figlia.

    Situato nella piazzetta centrale del centro turistico-commerciale Ryogoku Edo Noren, tutto ispirato al sumo, lo sport nazionale giapponese, all’interno questo ristorante è allestito con il caratteristico circolo che immediatamente sorprende per l’originalità dell’idea. Vi servono praticamente tutte le varietà di pesce, ma alla fine io ho scelto la classica ciotola di riso guarnita con sashimi. Al di là dell’ambientazione che immediatamente evoca l’entusiasmo del pubblico quando assiste a un incontro di sumo, l’atmosfera è essenzialmente calma e riposante, il luogo ideale per conversare amichevolmente davanti alle squisitezze marine che a Tokyo non mancano mai.

  • Samantha Lassaux

    Per chi è interessato anche all’arte, compresa ovviamente quella giapponese, questa è una delle destinazioni a dentro Tokyo che ripagano per tutta la vita. Il museo è interamente dedicato a Hokusai, il maggior esponente della tecnica ukiyo-e — un genere di stampa artistica giapponese impressa su carta con matrici di legno — fiorita nel periodo di Edo (17°—19° secolo) che riesce a presentare in modo molto efficace. Ma anche le persone come me che non hanno un interesse specifico in questo senso apprezzeranno molto questa visita. In particolare raccomando di non perdere la proiezione all’ingresso dell’esposizione permanente che fa rivivere l’ambiente sociale del distretto di Sumida, ove l’artista nacque ed operò, e che attraverso i suoi lavori permette di mettere a confronto i cambiamenti intervenuti da allora (questo naturalmente per chi conosce già bene il Giappone).

    Ryogoku Edo Noren è un’area ricavata nella vecchia stazione di Ryogoku mantenendo però intatta la facciata e creando all’interno un piccolo complesso di negozietti e ristoranti ispirati al Periodo di Edo. Al centro vi è la tipica zona di combattimento detta dohyō. Tra questi ristoranti spicca, appunto, Kabuki Maguro, specializzato in pesce freschissimo (maguro significa “tonno”, per i giapponesi il re di sushi e sashimi).

Treno locale JR della linea Sobu
Stazioni di Ryogoku --> Asakusabashi
(1 minuto)

Linea Toei Asakusa
Stazioni di Asakusabashi --> Asakusa
(2 minuti)

Crociera a Tokyo sul fiume Sumidagawamore

Crociera a Tokyo sul fiume Sumidagawa

Quaranta minuti di navigazione sul fiume Sumidagawa, praticamente nel centro di Tokyo! Solo così è possibile vedere appieno i dodici ponti che collegano le due rive tra Asakusa e il molo Hinode, compresi quelli più pittoreschi di Azuma e Kiyosu. La crociera è accompagnata da una cronaca in diretta sui siti più importanti e i luoghi di maggior interesse storico della città, e prestando attenzione al panorama della baia di Tokyo che muta dinamicamente aspetto è possibile avvertire certe emozioni ispirate a quello che ancora rimane del periodo di Edo in contrasto con il paesaggio moderno.

  • Adrien Leuci

    Questa non è una crociera fluviale qualsiasi. Innanzi tutto perché i battelli sono particolari e poi perché lo spettacolo non è la natura ma la Tokyo più moderna e sfavillante che dalle ampie vetrate è possibile vedere a trecento sessanta gradi stando comodamente seduti. Ottima è anche la vista sulla Tokyo Skytree, la torre più alta al mondo, e sulla “fiamma dorata” della Super Drill Hall della società Asahi, uno dei più noti produttori giapponesi di birra. L’angolazione è veramente unica e persino emozionante e una volta passati sotto alcuni bassi ponti siamo stati chiamati a uscire per vedere il panorama in tutto il suo splendore. All’arrivo a Odaiba stava iniziando il tramonto, che grazie alla bella giornata ci ha regalato un’eccellente opportunità di fotografare i vividi colori riflessi nella baia di Tokyo.

  • Samantha Lassaux

    Si chiama Hotaruna, dura circa cinquanta minuti e percorre gran parte del fiume Sumida, probabilmente il più importante di Tokyo. Mentre si è cullati dalle sue gentili onde gustando del tè tra un boccone dolce e l’altro, da questo moderno battello turistico dagli eleganti interni si vedono scorrere davanti agli occhi le più belle viste di Tokyo. Naturalmente si può stare anche sul ponte esterno affinché la vista sia ancor più onnicomprensiva. La mini crociera termina poco dopo avere attraversato alcuni bassi ponti, peraltro storici.

Yurikamome
Stazione di Odaiba-kaihinkoen --> Shinbashi
(13 minuti)

Stazioni di Shinbashi --> Uchisaiwaicho
(5 minuti)

Linea Toei Mita
Stazioni di Uchisaiwaicho --> Shirokanedai
(11 minuti)

Happo-en Enjyumore

Happo-en Enjyu

Enju è un rinomato ristorante con abbinato ampio giardino di stile giapponese facente parte del complesso nuziale Happo-en. La sua cucina kaiseki, il menu tradizionale giapponese costituito da una moltitudine di piattini individuali, viene servita in modo del tutto originale sulla base della stagione e più in particolare del mese dell'anno. Oltre ai sapori di stagione in sé valorizzati al massimo della propria squisitezza, la loro presentazione con lo sfondo dello splendido giardino tipicamente giapponese è un delizioso appagamento anche della vista.

  • Adrien Leuci

    È un giardino bello anche di sera. Soprattutto bello è passeggiare nel mondo ukiyo-e (un genere di stampa artistica giapponese su carta impressa con matrici di legno) tra l’illuminazione rosso-verde che ne accentua la delicatezza così tipica dei giardini giapponesi. Si può altresì visitare una collezione di bonsai di oltre cinquecento anni!

    In questo ristorante in cui il personale veste il tradizionale kimono l’atmosfera è speciale. La grande finestra di fronte a noi dava sul giardino, ma la vista migliore stava proprio sotto i nostri occhi, nel nostro piatto, qualcosa che si potrebbe anche definire “opera d’arte” data l’esplosione in bocca di quei sapori simile all’effetto di una tavolozza di colori nelle mani di un artista.

  • Samantha Lassaux

    Bello di giorno e stupendo di notte quando illuminato, è uno dei giardini che raccomando di vedere a Tokyo perché è un’autentica oasi urbana che trasuda del tipico fascino della tradizione giapponese, quasi come un quadro.

    La cucina qui è strepitosa, soprattutto il sushi che è la loro vera specializzazione. Ma nonostante sia famoso e sempre pieno ispira un certo senso di pace e sofisticazione, un luogo molto adatto anche per le occasioni speciali dunque. Ottima è altresì la presentazione e abbondante è la quantità, e il personale, che parla anche inglese, è estremamente gentile.

Area metropolitana di Tokyo

Secondo giorno

HOKURIKU(FUKUI)

Aeroporto internazionale di Tokyo

JAL (JAL Japan Explorer Pass) Dettagli

  • Adrien Leuci

    Il volo da Tokyo a Komatsu dura solo circa un’ora ed è gradevole anche perché il servizio è comparabile a quello dei voli internazionali. JAL offre inoltre prezzi speciali ai turisti stranieri non residenti, che possono così viaggiare in modo più economico e soprattutto veloce. Anche se io amo viaggiare in treno, per raggiungere le altre città penso sia raccomandabile usare l’areo quando la vacanza dura poco.

  • Samantha Lassaux

    Anche nei voli interni JAL vizia i passeggeri, non solo con la proverbiale puntualità e la professionalità del personale di terra e di bordo bilingue, ma già partendo dalla comodità e funzionalità degli aeroporti che rendono anche l’attesa gradevole.

Aeroporto di Komatsu

Autobus
20 minuti

Treno (linee JR)
20 minuti

Autobus
40 minuti

  • Adrien Leuci

    L’accoglienza qui è stata particolarmente calda. Il maestro è della seconda generazione e la passione con cui fa questo lavoro è lampante. Dopo il pasto a base di svariati tipi di pesce preparato davanti ai nostri occhi ci ha tenuto un breve corso di sushi, mettendoci poi alla prova. Trattandosi però del tipo rollè non è stato così difficile, ma almeno abbiamo appreso le basi.

    È uno dei pochi castelli originali ancora rimasti in Giappone, e uno dei più eleganti secondo me.

  • Samantha Lassaux

    Altra esperienza unica di gastronomia giapponese! Anche questo specializzato in sushi, si ha però un contatto più diretto con il maestro che, tra l’altro, tiene a ricordare che a parte l’ovvia freschezza del pesce il riso viene preparato con una ricetta di famiglia e perciò segreta.

    Unico e oltremodo affascinante, il castello di Maruoka garantisce ampia soddisfazione soprattutto agli appassionati di storia giapponese. Attorno a questa costruzione sopravvivono alcuni aneddoti nati dalla forza dimostrata nel corso dei tempi.

Tojinbomore

Tojinbo

Con le sue scogliere frastagliate costantemente battute dalle onde e che si estendono per circa un chilometro lungo la costa di Mikuni, Tojinbo è uno degli spettacoli naturali più pittoreschi della zona.
Chiamate giunti colonnari, queste formazioni di andesite di pirosseno sono piuttosto rare, tanto che sembrano esistere solo in tre luoghi al mondo — uno di questi, appunto, è Tojinbo — e per questo in Giappone sono state dichiarate monumento naturale.
Particolarmente affascinante è la vista dalla torre di Tojinbo a 55 metri di altezza, oppure dai battelli turistici specializzati in questo tipo di osservazione.

  • Adrien Leuci

    È sempre impressionante vedere gli effetti della forza della natura, e anche qui c’è da rimanere incantati davanti alla sua “creatività”. Queste rocce bizzarre si sono formate a seguito di attività sismiche avvenute milioni di anni fa e per l’azione continua del Mar del Giappone. Secondo la leggenda. il nome deriva da quello di un monaco che, imbrogliato, scatenò la sua rabbia sollevando onde furiose.

  • Samantha Lassaux

    Il nome sembra derivare da quello di un monaco buddista che con l’astuzia fu tradito dai colleghi e scaraventato giù dalla scogliera. Da allora la gente crede che le alte e dirompenti onde del Mar del Giappone siano causate dalla rabbia perdurante del monaco. Avvolta perciò nel fascino della leggenda, la zona acquista ancor più magia oltre che essere interessante soprattutto sotto l’aspetto geologico.

Autobus
10 minuti

Awara Onsen (Matsuya Sensen)

  • Adrien Leuci

    Cenare in una locanda tradizionale giapponese è sempre un piacere per i cinque sensi. L’atmosfera, il personale, i clienti abbigliati in yukata e la cucina tipo kaiseki concorrono a rendere l’esperienza indimenticabile. A parte la presentazione generale che deve innanzi tutto soddisfare la vista, apprezzare lentamente la qualità di quel cibo è un piacere indescrivibile per il palato che tra sapori di mare e di terra trova uno dei momenti più memorabili del viaggio. Il tutto ovviamente accompagnato dall’eccellente sakè di Fukui. Assolutamente delizioso!

    È un bellissimo ryokan dalle camere spaziose, quello che ci vuole dopo una giornata in movimento. Ogni camera è dotata di bagno onsen privato sul terrazzo (!), ma la mattina seguente ho voluto provare quello pubblico, che ha un altro tipo di fascino.

  • Samantha Lassaux

    Direttamente in questa camera tradizionale ed elegante ho ricevuto la mia cena. Anch’essa tradizionale ed ottima, abbondante e all’insegna del relax, l’ho apprezzata ancor più grazie alla scelta di sakè regionale, che in questa parte del Giappone mi dicono sia particolarmente buono (io non ne capisco molto, ma buono per me era davvero).

    Il Matsuya Sensen è un ryokan con un eccellente onsen pubblico e privato (in camera o sul balcone). Ho trovato soprattutto bello quello pubblico, che ovviamente dà sul giardino, per via della classica composizione rocciosa che contribuisce a conferirgli il sempre voluto aspetto di fusione nella natura.

Terzo giorno

Awara Onsen (Matsuya Sensen)

  • Adrien Leuci

    Mikuni-Minato è una bella cittadina in cui si fondono gli stili architettonici dei periodi di Edo e Meiji, cioè dal 17° secolo agli inizi del 20°. Vi sono ancora diverse case degli antichi mercanti, ma io ho trovato particolarmente interessante l’edificio in mattoncini rossi della Morita Bank e il museo Mikuni Ryushokan, anche se di architettura più moderna e perciò meno attraente per il turista occidentale.

    Anche questo di tipo tradizionale, offre un menù semplice ma tutto a base di prodotti locali. Il piatto principale è il tendon, una ciotola di riso guarnito con uovo e tempura di gamberi accompagnata dall’onnipresente brodino di miso e verdure sottaceto. Ripeto, è un piatto molto semplice ma buono e sostanzioso.

  • Samantha Lassaux

    Se ci verrete, troverete impossibile non fermarvi a lungo in questo posto. La nostra guida ci ha spiegato che prima dell’avvento della ferrovia qui erano i mercanti a sostenere l’economia locale. Molto lodevole anche lo sforzo fatto per preservare gli edifici più antichi, che aiutano così a perpetuare il fascino delle storie del passato. Il sake manju è la famosa specialità locale preparata con un fagottino di pasta al sakè farcita di anko, l’onnipresente pasta di fagiolini dolci.

    Piccolo ma molto vivace, a giudicare dalle molte foto con autografo appese alle pareti questo ristorante ricavato in una costruzione tradizionale è evidentemente meta di famosi personaggi giapponesi dello spettacolo. La cucina è sì semplice ma eccellente, in particolare il tempura di gamberi con riso che mi ha dato vigore per il resto della giornata.

Treno
100 minuti

Autobus
12 minuti

Museo provinciale dei dinosauri di Fukuimore

Museo provinciale dei dinosauri di Fukui

Situato nella cittadina di Katsuyama, nella provincia di Fukui, è uno dei musei tematici più grandi al mondo e molto conosciuto a livello internazionale per la sua preziosa raccolta di fossili di dinosauro. Il vasto spazio completamente privo di colonne portanti abbonda di scheletri, fossili e altri esemplari relativi ai dinosauri, nonché diorami e riproduzioni in scala che illustrano le capacità di questi colossi preistorici.

  • Adrien Leuci

    È situato sui monti e da là si gode un’ottima vista. L’aria è molto salutare, come del resto in tutta la regione. Molto bella la costruzione in sé e ben concepiti gli interni, un viaggio sin là vale certo la pena. Nella costruzione a forma d’uovo sono esposti molti oggetti, documenti e raffigurazioni che spiegano la vita dei dinosauri. Originale anche la scala mobile concepita un po’ come la macchina del tempo e impressionante l’esposizione di fossili (reali e riproduzioni) e la presentazione delle varie specie di dinosauri.

  • Samantha Lassaux

    A Fukui questo museo è forse l’attrazione più importante dato il suo valore nell’ambito della storia naturale del Giappone. Fa parte dei tre musei dedicati ai dinosauri più importanti al mondo ed è organizzato in modo da risultare anche divertente per i bambini. Le descrizioni sono pure in lingua inglese. Molto bello anche nel design esterno, le riproduzioni in grandezza naturale esposte all’aria aperta a volte lasciano a bocca aperta. Oltre al ristorante e al caffè offre un laboratorio per bambini e comprende inoltre una zona di osservazione degli archeologi al lavoro. Non sarà forse una tipica attrazione giapponese, ma una visita quando si è a Fukui val pur sempre la pena visto l’argomento d’interesse generale.

Autobus
12 minuti

Treno
30 minuti

Autobus
10 minuti

Tempio Soto Zen Daihonzan Eiheijimore

Tempio Soto Zen Daihonzan Eiheiji

Fondato nel 1244 come luogo di preparazione spirituale da Soto Zen, il fondatore della scuola Dogen Zenji, è costituito da oltre settanta edifici di piccole e grandi dimensioni il cui più grande, chiamato shichido garan, è un gruppo di ambienti inter collegati da corridoi ove si svolgono le sessioni quotidiane di meditazione. Vi è anche il museo Rurishobokaku, che espone svariati oggetti preziosi tra i quali i Fukan zazengi, i saggi Dogen Zenji per la pratica Zen oggi considerati tesoro nazionale.
Nel 2015 la Michelin Green Guide Japan ha conferito al luogo due stelle.

  • Adrien Leuci

    Alzarsi alle cinque di mattina per esplorare il mondo interiore dei monaci buddisti del tempio Eiheiji può essere anche eccitante. Di certo la sua atmosfera generale e la storia che racconta hanno il potere di riportare a una dimensione passata. È impossibile rimanere indifferenti alla forza spirituale che ogni angolo di questo tesoro religioso emana, e che io ho particolarmente avvertito durante l’ascolto dei sutra.

  • Samantha Lassaux

    Secondo la nostra guida. l’Eiheiji è senza dubbio uno dei luoghi più magici della regione. È anche il centro massimo dell’insegnamento zen del celeberrimo monaco Eihei Dōgen. Nonostante il senso di riservatezza che ispira, i visitatori sono benvenuti purché rispettino la vita così come si svolge all’interno e soprattutto i monaci (che è vietato fotografare). Oltre a contemplare la bellezza architettonica dei suoi edifici, che sono parecchi e curiosamente collegati fra loro, nonché lo sfondo naturale così da elevarsi a uno stato di pace interiore che, vi assicuro, vi accompagnerà per tutto il viaggio, è possibile partecipare a diversi corsi di meditazione.

Hakujukan

  • Adrien Leuci

    Il ristorante dell’hotel Hakujukan offre due opzioni: cucina tradizionale giapponese e cucina completamente vegetariana. In realtà vi sono diversi ristoranti di cucina vegetariana nella zona del tempio Eiheiji, e mi pare appropriato vista l’influenza buddista. Ma questo mi è piaciuto in particolar modo un po’ per la sua nuova costruzione e un po’ per il menù, soprattutto il tofu fresco fatto a mano.

  • Samantha Lassaux

    La cucina dell’Hakujukan è raffinata e innovativa e a seconda della stagione è altresì possibile partecipare a un corso lampo sulla preparazione del tofu. Il menù è piuttosto vario, dalla carne alle opzioni vegetariane e vegan, e l’atmosfera, a cui il personale partecipa in modo esemplare, è molto serena. La colazione però è di tipo giapponese, semplice ma sostanziosa per fornire energie a sufficienza per un giorno di esplorazioni del complesso religioso.

    È l’hotel del tempio Eiheiji, dal quale dista solo cinque minuti a piedi. Dallo stile semplice ed elegante e dalla calda accoglienza, offre anche l’opportunità di conversare e imparare la meditazione zen dai monaci in transito durante i rituali pellegrinaggi. Le camere sono spartane ma nel contempo moderne e persino con un curioso tocco di tecnologia dato il luogo, ad esempio per il controllo vocale dell’illuminazione. Nelle vicinanze si trovano anche alcuni negozi e ristoranti. In poche parole, per chi anche durante il viaggio cerca una pausa riflessiva e spiritualmente lenitiva questo è il luogo più adatto.

Quarto giorno

Hakujukan

  • Adrien Leuci

    Per cominciare, Yoroppa è la traslitterazione giapponese di "Europa" e il nome dato a questo ristorante (che fa parte di una nota catena) sembrerebbe lasciare intendere che tipo di cucina serve. Invece no: è specializzato in katsudon, tipico piatto fatto di cotoletta di maiale impanata e fritta più uova su un letto di riso caldo, il tutto insaporito con una salsina variabilmente dolce. Non saprei dire perché il locale si chiama così, perché infatti di europeo non c’è molto a mio avviso, ma il loro katsudon è impareggiabile.

    Qui s’impara a conoscere un’altra delle tecniche tradizionali giapponesi: la forgiatura delle lame più famose al mondo. Vi si producono però anche lame più commerciali per il mercato di massa. Molto belli sono pure i coltelli realizzati in acciaio Damasco e comunque per me è stato estremamente interessante vedere i "maestri dell’acciaio" all’opera.

  • Samantha Lassaux

    Per la verità non rimane molto di originale, ma con l’aiuto di un tablet offerto dall’organizzazione — una trovata molto intelligente secondo me — è possibile vedere la ricostruzione virtuale dell’area (con spiegazioni in inglese) per provare a immedesimarsi nell’ambiente sociale di allora.

    Sono emblematici della caratteristica attenzione e della dedizione alla natura che i giapponesi esprimono nel creare gli spazi verdi. Tutta l’architettura del luogo mi ha colpito emotivamente. I colori della natura ovviamente cambiano con le stagioni, e quelli dell’autunno, anche se ancora poco pronunciati quando ci sono stata io, portavano un’atmosfera di pace ideale per passeggiate tranquille e contemplative.

    Lo Yoroppaken fa parte di una catena di ristoranti di Fukui e il menù è uguale ovunque: katsudon, la tipica cotoletta giapponese di maiale impanata e fritta con uova sbattute e condimenti vari da versare su riso caldo. È un piatto che si può mangiare ovunque in Giappone e anch’io l’ho ordinato spesso, ma questo era davvero eccellente e dal sapore un po’ originale. Il locale era pieno di gente del luogo, massima dimostrazione di qualità!

    Non solo le tradizionali spade dei samurai; anche i coltelli da cucina giapponesi sono famosi nel mondo e questi artigiani esperti sono fieri della loro reputazione. La parte più interessante qui è data dalla possibilità di provare a fare un coltello da sé. Vi sono diversi tipi di corsi il cui contenuto varia secondo la durata, da alcune ore a tutto il giorno, e alla fine si torna a casa con la propria realizzazione, un’esperienza realmente unica.

Autobus
30 minuti

Treno (linee JR)
20 minuti

Autobus
25 minuti

Echize, villaggio della carta washimore

Echize, villaggio della carta washi

L'area di Imadate in cui il villaggio si trova risale a circa mille e cinquecento anni fa, ed è una delle poche ove ancora si produce la tradizionale carta giapponese (washi). Quella di Echizen è considerata della maggior qualità e tecnologia.
Sviluppandosi interamente lungo una via di duecento trenta metri circondata da una rigogliosa natura, permette di osservare da vicino le attività nei vari laboratori, alcuni dei quali offrono la possibilità di cimentarsi da sé nella realizzazione di questa carta tradizionale.

  • Adrien Leuci

    Qui ho partecipato a una lezione sulla realizzazione della famosa carta di Echizen. Washi è il nome della carta giapponese in generale che in quest’area del Giappone è particolarmente rinomata. Per chi come me non ci ha mai provato, il processo è piuttosto difficile. Tuttavia dopo avere messo fibre a sufficienza sul setaccio sono riuscito a creare un grande foglio di carta personalizzata con materiali e colori naturali. Basta poi attendere l’asciugatura e si ha un ottimo souvenir da portare a casa.

  • Samantha Lassaux

    La carta tradizionale giapponese, o washi, richiede calma e pazienza. È un processo piuttosto delicato ma tutto sommato veloce, e in fase di realizzazione la si può personalizzare a piacere, ad esempio con fiori e inchiostro prima di metterla da parte per l’asciugatura. Anche questa può essere un’esperienza fai da te e ciascuno può scegliere cosa fare, ad esempio una cartolina, persino un poster o altri oggetti sostanzialmente cartacei. È bello anche visitare tutta la zona in cui sorge il laboratorio, ricca di caffè e negozi specializzati in washi.

Autobus
25 minuti

Stazione JR di Takefu

Stazioni JR di Takefu --> Kanazawa
Circa 60 minuti

Stazione di Kanazawamore

Stazione di Kanazawa

Nel 2011 è stata considerata dalla rivista internazionale di viaggi Travel+Leisure tra le quattordici più belle stazioni ferroviarie al mondo. La sua prima peculiarità è la grande cupola sostenuta da imponenti colonne modellate sulla falsariga dei tamburi giapponesi utilizzati nelle arti tradizionali dello spettacolo. Ma sono molto belli anche gli interni decorati con manufatti dell'artigianato locale, che conferiscono al tutto l'atmosfera tipica di un museo.

JR Hokuriku Shinkansen Dettagli

La Stazione di Tokyomore

La Stazione di Tokyo

Nell'ottobre 2012 sono terminati i lavori di restauro e preservazione dello storico edificio lato Marunouchi della stazione più importante di Tokyo, che ne hanno ripristinato la tanto cara facciata a mattoni rossi, suo autentico simbolo, e valorizzato svariati particolari architettonici per riportarla all'aspetto di grandiosità di un secolo fa, quando fu costruita. Con l'occasione hanno riaperto i battenti la Tokyo Station Gallery e il Tokyo Station Hotel, quest'ultimo primo e unico a sorgere in un'opera considerata importante patrimonio culturale del Giappone, con gli interni realizzati in un sofisticato stile neo-classico europeo proprio per armonizzarli con gli esterni dell'edificio di Marunouchi.

  • Adrien Leuci

    Tokyo è una città infinita, non solo per estensione ma anche perché infinite sono le esperienze possibili tra turismo, cultura tradizionale e moderna, storia e gastronomia. Ma io credo che la “vera” cultura, quella più tradizionale, la si trovi in posti come Fukui, che secondo me dovrebbe essere molto più conosciuta visti i tesori che nasconde. Per chi è interessato al buddismo ascetico, ad esempio, qui non troverà di meglio, così come pure rimarrà sorpreso dall’abbondanza di splendida natura, mentre gli appassionati di storia naturale troveranno nel museo dei dinosauri una tale abbondanza di nozioni che farà ricordare quanto antico sia anche il Giappone.

  • Samantha Lassaux

    Per me è lampante che Tokyo debba essere inclusa come destinazione iniziale in qualsiasi viaggio di piacere in Giappone, perché riunisce tutto ciò che soddisfa la curiosità, e non parlo solo di templi, musei, parchi e shopping. Vi si trova tutto l’immaginabile, insomma.
    Discorso diverso per Fukui, che epitoma soprattutto la tipica regione rurale, tra l’altro ora una delle più dinamiche e promettenti del Giappone sotto il punto di vista del turismo. L’ideale sarebbe noleggiare un’auto per esplorarla più minuziosamente, anche se treni locali e autobus coprono il territorio in modo capillare, ma se si hanno a disposizione solo pochi giorni l’aereo è senz’altro il mezzo più veloce e pratico. Il ricordò sarà memorabile, ve l’assicuro. Inoltre le attività possibili sono molte e in grado di soddisfare una varietà d’interessi per chi non desidera limitare il viaggio alla sola Tokyo. Vi sono anche molte guide volontarie, che a noi sono state di grande aiuto. Se poi parliamo di cucina, l’area di Fukui vi sorprenderà, tanto da farvi desiderare di tornare in Giappone in un tempo non lontano.

LE RACCOMANDAZIONI DI ALTRI VIAGGIATORI

Questa non è stato il mio primo viaggio a Tokyo, ma le sorprese sono state tante e tutte legate al fatto di aver rivisto alcuni luoghi da una nuova prospettiva. Scoprire nuovi posti o cose è sempre bello e se anche la stagione è bella e soprattutto il tempo non fa capricci tutto si fa decisamente più entusiasmante. Lo stesso dicasi per Fukui, città affacciata sul Mar del Giappone e anch’essa autentica miniera di sorprese, soprattutto per chi come me ama la natura, e tra mare e monti e affascinanti scoperte devo proprio dire di essere tornato a casa pienamente soddisfatto.

Adrien Leuci
Direttore di Japan Information
Risiede a Francia (Tolosa)
  • Hobby

    Natura, alpinismo, arti grafiche e design

  • Numero di viaggi in Giappone

    Sei volte

LE RACCOMANDAZIONI DI ALTRI VIAGGIATORI

Oggi il Giappone è ampiamente documentato in libri, documentari, film e chi più ne ha più ne metta. Ma, come sempre, vederlo di persona è tutta un’altra cosa. Forse non c’è molta gente che non ha mai visto Tokyo in qualche modo, ma se si decide di visitare il paese è la prima tappa d’obbligo per tentare di capirlo. Naturalmente il Giappone non è fatto di sole metropoli, che infatti non rappresentano l’intera cultura giapponese. Ecco allora che visitare una città minore situata in un contesto culturale, storico e geografico completamente diverso — come Fukui — è una scelta appropriata. La regione è molto bella, rilassante e tutto sommato non così lontana da Tokyo. Vi assicuro che non ve ne pentireste e potreste dire di aver conosciuto molto meglio questo paese insulare dalle molte sfaccettature.

Samantha Lassaux
Organizzatrice di eventi
Risiede a Tokyo
Paese d'origine: Francia
  • Hobby

    Box, templi e passare un po’ di tempo nei caffè

  • Permanenza a Tokyo

    Cinque anni

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