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TOYAMA Itinerario panoramico tra tecnologia moderna e antico ingegno
  • TOKYO
  • TOYAMA

Tema dell’itinerario panoramico

WISDOM&VIRTUAL REALITY

I viaggiatori

  • Traveled : October,2019 Lucie Aidart
    Blogger di viaggi
    Risiede a Francia
  • Traveled : October,2019 Jason Evrard

    Guida francese in Giappone e reporter di “Kanpai!” (guida di viaggi francese)
    Risiede a Tokyo
    Paese d'origine: Francia

Prima la miglior esperienza di realtà virtuale allo SKY CIRCUS, il più avanzato centro giapponese del settore, poi il villaggio di Gokayama, importante sito patrimonio dell'umanità celebrato per le sue case tradizionali dal tetto di paglia, chiara testimonianza dell'ingegno e della saggezza popolare che in questo luogo agricolo a lungo innevato durante l'anno associa alla semplicità della geometria abitativa un grande senso della bellezza più genuina.

Official Tokyo Travel Guide
https://www.gotokyo.org/it/

Local government official website
http://www.toyamashi-kankoukyoukai.jp/en/

Aeroporto di Parigi Charles de Gaulle

ANA216 Come arrivare dal tuo paese

  • Lucie Aidart

    Puntuale, pulito e dall’eccellente servizio di bordo, il nostro aereo era altresì dotato di sistema d’intrattenimento e l¹inatteso spuntino è stato la ciliegina sulla torta.

Aeroporto internazionale di Tokyomore

Aeroporto internazionale di Tokyo

Uno dei principali punti di accesso a Tokyo, conta diverse strutture commerciali e dalla piattaforma panoramica all'ultimo piano del terminal passeggeri, accessibile anche a chi non deve volare, si domina l'intera baia di Tokyo.

Area metropolitana di Tokyo

Primo giorno

TOKYO

Osservatorio SKY CIRCUS Sunshine 60more

DESTINAZIONI RACCOMANDATE

Osservatorio SKY CIRCUS Sunshine 60

Dalla semplice piattaforma panoramica che era, l'osservatorio Sunshine 60 dello Sky Circus si è trasformato in una vera e propria delizia per i sensi: viste a non finire, emozioni nuove e tante belle sorprese. Da non mancare assolutamente sono il Tenku 251, il Kaleido Scape, lo Sky Bridge, lo Sky Party e il Cafe Quu Quu Quu e, naturalmente, la vista panoramica a trecentosessanta gradi da ben 251 metri d'altezza.

  • Lucie Aidart

    Sfortunatamente quel giorno c’era un po’ di nebbia e pertanto la visibilità non era buona. Certo che mi sarebbe piaciuto vedere il tramonto dallo SKY CIRCUS, perché se non lo sapete Tokyo offre numerose possibilità tecnologiche di questo tipo. Le animazioni sembrano più orientate a un pubblico giovanissimo, ma il gioco in realtà virtuale mi ha appassionato come i tanti piccoli che vedevo attorno a me.

    Secondo me è più bello gustare il sushi osservando chi lo prepara e i clienti giapponesi, per i quali è un cibo consuetudinario e anche il modo di apprezzarlo sembra essere “diverso”, più appassionato. Ma noi eravamo in una saletta privata, il che andava bene lo stesso perché l’atmosfera al Sushidokoro è molto carina e anche il dessert partecipava alla bontà del resto.

  • Jason Evrard

    Per chi è interessato alla realtà virtuale questo è un buon punto d’inizio, non solo per i bambini ma anche per gli adulti che come me hanno apprezzato soprattutto la Tokyo Bullet Flight, una vista aerea surreale ma non per questo estranea alla capacità d’immaginazione umana. La vista da lassù è spettacolare sia di giorno che di notte.

    In questo ristorante situato nell’elegante distretto di Ginza servono un sushi eccellente comprensivo di antipastini e dolce. A scelta sono disponibili anche salette private, ma visto l’ambiente io avrei preferito la sala principale. D’altra parte si trova al cinquantanovesimo piano del Sunshine City e parecchi tavoli sono posizionati in modo da non perdersi lo spettacolo sottostante e di gran parte dell’area metropolitana.

Linea JR Yamanote
Stazioni di Ikebukuro --> Akihabara
(20 minuti)

Akihabaramore

Akihabara

Ai giapponesi nota anche come Akiba, è la vasta area che sviluppandosi attorno alle arterie Chuo e Kanda Myojin nel tempo si è trasformata in una delle più grandi "città dell'elettronica" al mondo. È infatti quasi completamente occupata da negozi grandi e piccoli, dai "supermercati" dei computer e degli smartphone più recenti alle piccole "boutique" dei componenti elettronici più rari. Ma non solo: è anche il paradiso dei cosiddetti "otaku" di tutto il mondo (persone per lo più giovani dedite in maniera ossessiva a una particolare attività, hobby o interesse) che qui possono soddisfare ogni bisogno in fatto di fumetti, cartoni animati e prodotti dei giovani "idoli" giapponesi dello spettacolo, nonché dei caffè le cui giovanissime cameriere sono abbigliate a tema. Tutta la zona sottostante i binari sopraelevati della stazione di Akihabara recentemente è stata rinnovata e trasformata in una nuova sorta di destinazione turistica sempre più internazionale. A pochi passi da qui sorge il tempio di Kanda, risalente a circa 1.300 anni fa.

  • Lucie Aidart

    Chi, almeno tra i più giovani, non è interessato a visitare Akihabara una volta messo piede a Tokyo? Per chi tuttavia non ne avesse mai sentito parlare, è la cosiddetta città dell’elettronica e vi si trova tutto ciò che la mente umana possa immaginare in questo senso. Io, che vi vado piuttosto spesso, trovo sempre qualcosa di nuovo oltre alla cultura otaku locale. L’ultima volta, ad esempio, ho scoperto un negozio di souvenir ricco di sapori di tutto il Giappone. Cioè, ho imparato a vedere il distretto sotto una luce diversa e perciò ad apprezzarlo per gli altri aspetti per cui è più generalmente conosciuto.

  • Jason Evrard

    Anche Akihabara non ha bisogno di presentazioni, ma molti certamente non sanno che non è solo il tradizionale distretto dell’elettronica e dei cosiddetti otaku, le persone dedite in maniera ossessiva a una particolare attività, hobby o interesse. Infatti, nelle vicinanze vi sono altresì alcuni templi importanti, ma se non si ha molto tempo a disposizione è raccomandabile andare prima al CHABARA, che vende ogni tipo di cibo regionale giapponese che non sfigurerebbe come regalo da portare a casa. Poi magari al TAMASHII NATIONS TOKYO, specializzato in rappresentazioni in scala di personaggi famosi dello spettacolo, naturalmente anche, o meglio soprattutto, internazionali. Molto popolare sta diventando il negozio ufficiale delle olimpiadi di Tokyo 2020, che ho avuto l’occasione di vedere per la prima volta nonostante abiti a Tokyo da diversi anni.

Treno locale JR della linea Sobu
Stazioni di Akihabara --> Yoyogi

Linea JR Yamanote
Stazioni di Yoyogi → Harajuku
(20 minuti) *Da Akihabara ad Harajuku

Takeshita Street (Harajuku)more

Takeshita Street (Harajuku)

È la via principale di Harajuku ed è ricca di negozi specializzati in prodotti "kawaii" provenienti da tutto il Giappone. Lunga 350 metri, vi si trova di tutto, dagli accessori di moda agli articoli più svariati, dalle crêpe alle onnipresenti cabine per foto creative (perikura) e ai negozi di prodotti da 100 yen, ma molto altro ancora. Per questo è sempre molto affollata, soprattutto nei fine settimana e durante le vacanze estive e i turisti stranieri non mancano mai. Da lì si diramano anche viuzze con ristorantini molto popolari subito identificabili dalla lunga coda. All'incrocio che segna il termine della Takeshita Street si trova il centro d'informazioni turistiche di Harajuku.

  • Lucie Aidart

    Non v’è dubbio che Harajiku e la Takeshita Street siano altre due zone da non perdere a Tokyo, anche per chi in principio non è interessato a ciò che è maggiormente indirizzato alla cultura giovanile. Infatti vi si vedono quasi esclusivamente giovani e giovanissimi, che come tali a questo angolo della città conferiscono un’aura di vitalità del tutto particolare. A parte i molti spunti fotografici, suscita curiose emozioni perdersi nelle stradine più appartate di Uraharajuku, che grosso modo significa appunto “dietro Harajuku” o “l’Harajuku nascosta”, ma altrettanto zeppa di negozietti più o meno bizzarri.

    Il Kakureya Shibuten è un ristorante tradizionale specializzato in tempura e soba, la pasta giapponese di grano saraceno. L’ambiente è classico, perciò alquanto rilassante, e la qualità ottima. Locale eccellente per trascorrere un paio d’ore in compagnia.

  • Jason Evrard

    Moda giovanile e arte da strada sono gli elementi più lampanti di questa via in uno dei punti più centrali di Tokyo. Lungo la Takeshita Street si trovano infatti diversi negozi di abbigliamento occidentale originale e altri prodotti non facilmente acquistabili altrove. E tra la vista di un’opera moderna e l’altra in strada non mancano le opportunità per fare una sosta in un caffè sfizioso. In alcuni vicoli, di Uraharajuku per l’esattezza, spuntano all’improvviso boutique di marchi di moda e negozi di abbigliamento usato, ora di gran moda pare.

    Nell’atmosfera calda e riposante del Kakureya Shibuten raccomando di passare una serata davanti a un eccellente tempura di gamberi, pesce, carne e ortaggi. Provare per credere quanto può essere buono il tempura nella patria d’origine!

Area metropolitana di Tokyo

Secondo giorno

HOKURIKU(TOYAMA)

Aeroporto internazionale di Tokyo

ANA (ANA Expericence JAPAN Fare) Dettagli

  • Lucie Aidart

    Riuscendo a prenotare anche il sedile, finalmente mi sono goduta una bella vista aerea del Monte Fuji alla partenza e, poco dopo, dei monti attorno a Toyama. Oltre alla puntualità alla partenza e all’arrivo, il volo è stato molto comodo e la cordialità del personale mi ha convinto che a volte l’aereo è preferibile al treno ad alta velocità anche nelle tratte relativamente brevi. Al turista straniero ANA offre prezzi speciali sui voli nazionali: non dimenticate d’informarvi!

  • Jason Evrard

    Per viaggiare a Toyama consiglio le linee aeree ANA. A parte la puntualità e la velocità delle procedure d’imbarco, i sedili sono parecchio comodi e in volo servono inoltre una bevanda gratuita.

Aeroporto di Toyama Kitokitomore

Aeroporto di Toyama Kitokito

È l’ingresso a Toyama dal cielo, il punto d’inizio di un’avventura per i sensi deliziati innanzi tutto dalle splendide viste naturali e dalla rinomata cucina locale. Dall’osservatorio, ove si gode una splendida vista panoramica a 360 gradi, particolarmente belle appaiono le montagne di Tateyama a oriente e il lussureggiante paesaggio fluviale a occidente, due doni speciali di una natura che sembra privilegiare questa parte del Giappone. A Toyama la cucina è davvero eccellente e i suoi piatti rappresentativi sono particolarmente numerosi. Ecco perché l’aeroporto ospita ben quattro ristoranti di cucina giapponese, tra questi un kaitenzushi, il sushi-bar a nastro trasportatore, che serve tutta la bontà del mare della baia, e uno specializzato in udon di Himi, altra celebre specialità del luogo. Per lo shopping, Maidohaya ha tutto ciò che si può desiderare in fatto di prodotti speciali e dell’artigianato di Toyama, compresi il masuzushi (pesce crudo servito su uno strato di riso all’aceto) e molte varietà di pesce e frutti di mare lavorati. Prima di lasciare l’aeroporto si raccomanda una visita al primo piano ove sono esposti alcuni modelli di aerei storici, quindi al Kokando, negozio storicamente specializzato in prodotti medicinali rari acquistabili soltanto a Toyama. Insomma, per chi giunge a Toyama o per chi si appresta a lasciarla per un viaggio, questo aeroporto è una fonte straordinaria di diletto per i tutti i sensi.

Autobus
20 minuti

Dintorni della stazione di Toyamamore

Dintorni della stazione di Toyama

Attorno alla stazione ferroviaria di Toyama sono concentrati i maggiori siti d’interesse turistico della città. Il Centram, o “tram del centro”, collega la stazione alle varie zone centrali di Toyama, mentre il Portram, o “tram del porto”, la collega alla zona portuale. La città è altresì visitabile sui suoi fiumi e canali, un modo assai comodo oltre che rapido per girarla. Nella stazione vi sono altresì una zona commerciale, negozi di souvenir, ristoranti e un centro informazioni certificato di categoria 3 per turisti stranieri. Naturalmente sono in vendita tutte le squisitezze stagionali della cucina di Toyama.

  • Lucie Aidart

    Da sempre trovo divertente vestirmi nel modo tradizionale giapponese — il kimono naturalmente — anche quando fa molto caldo. Ne vale la pena. Questa è senz’altro una gradevole esperienza anche per i maschietti, che in questo centro possono provare l’emozione d’indossare un’armatura da samurai nell’ambiente più adatto, che può essere il tipico castello oppure un giardino giapponese.

    L’edificio e gli interni di questo museo sono moderni e molto belli, una destinazione magari più adatta per un giorno di pioggia a Toyama ma pur sempre molto interessante.

    Come dice il titolo, in questa farmacia tradizionale s’impara a fare pillole con le proprie mani. Dov’è mai possibile un’esperienza così? Eppure anche questa appartiene alla tradizione di Toyama. Scoprire come le realizzavano un tempo e quanto lavoro richiedevano aggiunge sapore a questo viaggio nel Giappone periferico e alla medicina tradizionale orientale.

    Nello stesso luogo in cui s’impara a confezionare pillole medicinali tradizionali si può altresì capire la filosofia del cibo come primo passo verso la salute. La bontà di questi cibi supera ogni aspettativa iniziale, ma ciò che più mi ha sorpreso è che in fondo la cucina giapponese tradizionale va molto d’accordo con la mia filosofia nutrizionale.

    Sfortunatamente a causa del forte vento la terrazza era chiusa, ma le collezioni di questo moderno museo mi hanno tenuto piuttosto impegnata. Sia l’architettura dell’edificio in sé, la cui realizzazione deve aver richiesto molto in termini di progettazione e di risorse finanziarie, sia la vista dei monti attorno ne fanno una delle tappe più interessanti di Toyama.

  • Jason Evrard

    Il personale del centro informazioni turistiche di Toyama è molto preparato e parla un buon inglese, perciò non esitate a chiedere aiuto. Vi organizzerà anche un bel travestimento da samurai con tanto di armatura ed elmetto e al vicino castello con il piccolo ma grazioso giardino giapponese vi sentirete un po’ speciali, come del resto è successo anche a me.

    Dentro, ma anche fuori per via del particolare design, è decisamente interessante e la particolare atmosfera creata dall’abbondante uso di legno invita ad esplorarlo senza fretta. Eccezionalmente belli sono i manufatti di vetro realizzati da maestri artigiani che evidentemente di vetro se ne intendono — ne ricordo in particolare che sembra un cuscino — e soprattutto interessante è la biblioteca.

    In questo ristorante che è anche un antico laboratorio farmaceutico (lo si capisce innanzi tutto dall’architettura tradizionale) la cucina è realmente salutare oltre che squisita. Non avevo mai provato il riso nero, ma che gradita scoperta! Per non parlare dell’antipasto di sesamo e pasta di tofu, che con alcune sfiziose verdurine e fichi offre un insieme di sapori nuovi. Il tè alla fine, che nella cucina tradizionale giapponese non manca mai, è un complemento perfetto e fa del luogo una destinazione da non ignorare per chi della salute fa il proprio obiettivo di vita.

    I giapponesi sono veramente bravi a progettare i musei, soprattutto a conferir loro un design caldo e allo stesso tempo essenziale. Quello dell’arte e del design di Toyama ne è solo un’ulteriore conferma, e la vista del vicino canale non fa che aggiungervi fascino. Tra le collezioni esposte ricordo alcune opere di Picasso e diverse di famosi pittori giapponesi. Un’altra sala era dedicata a oggetti di cultura popolare, ma anche sedie moderne e poster stupendi alcuni dei quali selezionabili per una visione più ravvicinata. Tocco curioso è la grande statua d’orso che probabilmente ha lo scopo di rendere “meno impegnativo” il luogo oltre a conferirgli una certa originalità.

Treno (linee JR)
10 minuti

Autobus
60 minuti

Inami (Yokamachi Dori)more

Inami (Yokamachi Dori)

Sviluppatasi attorno al tempio di Zuizen-ji, dal seppur prospero villaggio che era nel quattordicesimo secolo nel tempo è cresciuta come il maggior centro del Giappone per l’intagliatura del legno. Ora è il primo luogo al mondo ove le strade sono un continuo susseguirsi di laboratori specializzati e sculture lignee. Oltre a testimoniare quali cose meravigliose è possibile fare con il legno, una visita qui può attrarre soprattutto per il rassicurante profumo che esso emana e per il caratteristico suono delle mazze di legno sugli scalpelli che riverberandosi sulle strade lastricate rende il tutto vivido e pregno dell'atmosfera tipica dei musei d'arte.
Nel maggio 2018 è stato designato patrimonio nazionale, il che gli ha conferito ancor più la fisionomia di luogo turistico e di cultura giapponese.

  • Lucie Aidart

    Inami è una cittadina immersa nel verde e il suo ampio distretto di artigiani del legno ne fa una destinazione eccellente per gli amanti di questi tipi di sculture e incisioni. Vi sono altresì alcuni templi e le vicine viste pastorali sono ben rappresentative della tipica campagna giapponese, soprattutto sul far della sera che come spesso accade in questo paese ha qualcosa di magico e seducente.

  • Jason Evrard

    Qui ho visitato il maestoso tempio Zuisen-ji di Inami. Eccetto le sculture lignee religiose non sfoggia particolari decorazioni, ma forse è proprio questo che fa del complesso un ambiente che ispira una grande pace interiore. Alcune sculture, molto belle, sono dorate, o forse quello era oro vero, non so. Trascorrervi qualche ora più di quanto sia stato possibile a me sarebbe opportuno, perché far proprie le molteplici sensazioni che il tutto emana richiede una certa concentrazione, quasi meditazione oserei dire. Oltre al tempio, le vecchie strade sono molto ben tenute e le esposizioni interne ed esterne dei molti laboratori di legno donano al luogo la netta sensazione di trovarsi in un luogo montano.

    Questo tipo di esperienze pratiche è molto diffuso in Giappone e i giapponesi vi partecipano sempre con entusiasmo. In mezzo a tutti quegli oggetti e sculture di legno è facile interrogarsi sulle difficoltà della loro realizzazione, perché credo che le tecniche che richiedono non si apprendano in poco tempo. Una volta completata una tazzina interamente a mano, che sarà perciò un pezzo unico, la si può anche inaugurare con dell’ottimo sakè e solo allora — sempreché di sakè ci s’intenda quanto basta — secondo gli artigiani del luogo sentire la differenza tra questa e una di ceramica o vetro sarebbe un’altra sorpresa.

Autobus
25 minuti

Autobus
30 minuti

  • Lucie Aidart

    Di questo mio quarto viaggio in Giappone qui ho avuto la cena migliore, non solo per la freschezza dei prodotti locali usati ma anche per il modo di presentare il tutto in armonia con l’ambiente. Ho persino scoperto di gradire cose che normalmente non mangiavo e neppure cercavo. Quel giorno c’era vento e pioveva, ma forse proprio questo ha contribuito a quell’atmosfera quasi d’altri tempi.

  • Jason Evrard

    Nella pittoresca zona di Gokayama, tutto verde e qualche maestosa abitazione rurale, ho fatto la miglior cena da quando vivo in Giappone. Grandi porzioni di tutto e tutto incredibilmente buono, dalle verdure dal sapore incomparabile rispetto a quelle che si trovano nei normali supermercati di Tokyo ai sottaceti, prima per me quasi sconosciuti, quindi alla zuppa e al riso bianco che non sapevo potesse venire così buono, per la prima volta ho capito cosa significa mangiare prodotti di stagione proprio nel luogo in cui crescono.

Terzo giorno

Gokayama (villaggio di case con tetto di paglia)more

Gokayama (villaggio di case con tetto di paglia)

Un viaggio indietro nel tempo nel paesaggio incontaminato di Ainokura, nella regione di Gokayama, per vedere da vicino le famose case con il tetto di paglia spiovente. Circondati in ogni stagione da una natura splendida, oltre a dimenticare il trascorrere delle ore si è sempre immersi in una tranquillità quasi surreale. Il villaggio di sera è illuminato, il che contribuisce all’incanto che questa atmosfera fantastica trasmette con pieno appagamento dei sensi. Da non perdere è anche la vista di Ainokura dalla zona di osservazione sovrastante il villaggio. Le case in stile gasshō, un tipo di costruzione tradizionale che in Giappone si può trovare solo qui, sono ventitré, il cui insieme così delicatamente collocato tra i monti fa di Ainokura un vero gioiello di stile di vita popolare.

  • Lucie Aidart

    Gokayama è un villaggio storico che vale una visita di giorno o di sera, non importa quando. Come mi aspettavo, l’atmosfera è di grande tranquillità, sotto certi aspetti quasi mistica, che fa del luogo una delle destinazioni più ambite in questa parte del Giappone. Spero di ritornarvi presto, perché lo merita.

    Dopo i monti era giunto il momento di vedere qualcosa di mare. La provincia di Toyama si affaccia sul Mar del Giappone, cioè sul lato opposto al Pacifico, e ospita diversi porticcioli pescherecci, molto pittoreschi. Mi piacerebbe trasferirmi là se abitassi in Giappone. Naturalmente il pranzo era tutto a base di pesce locale, che gode di un’eccellente reputazione in tutto il paese.

    Ecco un tempio davvero speciale! Centro del culto del Monte Tateyama, sin dalle sue antiche origini richiama monaci asceti e fedeli della setta buddista che rappresenta. Val la pena visitarlo anche con il brutto tempo, perché la gratificazione è assicurata. Secondo me è proprio vero che i templi di montagna hanno un qualcosa in più.

  • Jason Evrard

    A Gokayama è particolarmente famoso il villaggio di Ainokura, e basta vederlo per capire il perché. C’è anche uno studio artigianale di carta giapponese ove realizzano oggetti per me impensabili ma comunque molto creativi. Volendo si può anche partecipare a un mini corso per imparare a fare da sé questo tipo di carta. I concetti sono piuttosto semplici, ma la manualità che richiede è tutta un’altra cosa. Ma a parte questo primo incontro, per apprezzare a fondo la pace del posto bisogna esplorarlo un po’ a piedi. Oltre alle case dal tetto di paglia, a conferire fascino del luogo sono anche alcuni templi, per lo più scintoisti, il paesaggio pastorale e alcuni monumenti di pietra. Fermarvisi almeno una notte è altamente raccomandabile, un po’ per ammirare il tipico tramonto montano e un po’ perché la mattina presto, quando ancora gli altri turisti dormono, il villaggio assume un aspetto ancor più singolare.

    Un bel canale dal vicino mare e alcune strade tradizionali fanno di questo posto un incanto di pace e sensibilità che invita a una passeggiata o ad esplorarli da cima a fondo in bicicletta. Una guida locale saprà certamente spiegarvi lo stile di vita di questi pescatori. Al Kappo Kawaguchi servono alcuni piatti esclusivi di Toyama, tra questi sashimi di gambero fantasma (o di vetro come alcuni lo chiamano) oppure fritto, con una presentazione molto originale e che soddisfa innanzi tutto la vista.

Autobus
85 minuti

Treno
20 minuti

Treno
60 minuti

  • Lucie Aidart

    Dall’ambiente riservato e raffinato, stupisce anche per quanto profumati, sofisticati e unici siano gli ingredienti che qui usano, ad esempio l’antipasto di yuzu, un tipo di agrume molto caratteristico del Giappone.

  • Jason Evrard

    Il nostro hotel era molto comodo, forse perché l’arredamento era misto giapponese-occidentale e il bagno termale assolutamente privato. Ve ne sono tuttavia anche di pubblici, ben sei interni e uno all’aperto. Ottima anche la cena, così tipica dei ryokan e degli hotel termali perché fatta di un numero considerevole di piatti in una quantità complessiva a volte può spaventare il turista occidentale, ma estremamente leggeri e rappresentativi di un po’ tutti i prodotti locali.

Quarto giorno

Strada alpina Tateyama Kurobemore

Strada alpina Tateyama Kurobe

È il percorso panoramico che attraversa le Alpi giapponesi a una quota di circa 3 mila metri. Toccando diversi monti, per mezzo di funivie, teleferiche e filobus si assiste a una grande varietà di viste molto suggestive. Numerosi sono i tragitti possibili, da quelli per principianti a quelli per scalatori esperti, alcuni per facili escursioni e altri per arrampicate impegnative. Il percorso tocca altresì la diga più alta, la stazione più elevata in quota e il rifugio più antico del Giappone, nonché una varietà di altri luoghi di primario interesse turistico che nel complesso aiutano a godere appieno delle bellezze che la natura sa offrire nelle quattro stagioni.

  • Lucie Aidart

    Questa zona è molto conosciuta per le altissime pareti di neve, ma qui ci sono arrivata con l’autobus e la funivia. Purtroppo essendo una giornata piovosa e un po’ nebbiosa non ho potuto goderla granché, ma immagino che con il sole sia tutta un’altra cosa. La strada di accesso viene sempre mantenuta pulita e perciò il transito anche quando nevica rimane scorrevole — così almeno mi hanno detto. Per meglio apprezzarla non v’è altro che esplorarla un po' a piedi.

    Di questo posto mi sono immediatamente innamorata. Non solo per le molteplici viste che sembrano quasi cambiare a ogni passo e forse anche per il fatto che finalmente era una bella giornata di sole tanto da volervi rimanere più a lungo, ma anche per i molti sentieri che conducono a magnifici e via via nuovi scorci, raggiungibili però con il sentiero più lungo.

    La vista qui è spettacolare, e lo deve essere ancor più nel periodo autunnale. La diga in sé impressiona molto, soprattutto dopo aver letto la storia della sua costruzione.

    È un caffè-ristorante situato nella stessa zona di Murodo. Per recuperare le energie dopo il trekking, ho mangiato un delizioso bagel che era perfetto per quel momento insieme a un gigantesco dolce chiamato Kurobe Dam, ovviamente a forma di diga.

  • Jason Evrard

    Questo itinerario sul monte Tateyama, che fa parte delle cosiddette Alpi giapponesi, è usufruibile in svariati modi. La funivia naturalmente porta più rapidamente al picco, dal quale nei giorni di buona visibilità si gode una vista mozzafiato degli altri monti. Oppure c’è l’autobus, molto comodo e senza necessità di prenotazione. In entrambi i casi una volta raggiunto il punto più alto si ha sensazione di avere viaggiato oltre le nuvole.

    Del viaggio serbo un ricordo particolarmente bello di Murodo, su un altopiano che in quel giorno il sole illuminava in modo fantastico. Vi sono diversi sentieri, ad esempio uno che conduce al tempio scintoista sulla cima del monte e che da là permette di raggiungerne un altro seguendo la costa. Un altro ancora porta all’estremità dell’altopiano. Ce n’è per tutti i gusti e capacità fisiche, e prendendo l’autobus o la funivia si può salire sino all’osservatorio dal quale la vista è ancor più bella e onnicomprensiva.

    La diga di Kurobe trascende la sua funzione primaria di bacino idrico, perché è talmente bella che pare un’opera spontanea della natura. Vi si può giungere percorrendo un sentiero alla sommità del quale ne sono visibili entrambi i lati. Il panorama del lago e della valle è sorprendentemente bello, e se si è fortunati si può altresì assistere dall’osservatorio allo scarico dell’acqua. A volte però sembra che il vento sia talmente forte da rendere la salita un tantino pericolosa.

    Situato nella stazione di Murodo, è un caffè-ristorante dal grande senso di ospitalità. Gli arredi interni sono belli e comodi, soprattutto le sedie che sembrano fatte apposta per accogliere i clienti dopo una lunga scarpinata, come abbiamo fatto noi. La scelta è tra cucina giapponese e cucina occidentale e la carne di manzo, il curry, le ciambelline e il dessert sono di ampia soddisfazione. Il posto è perciò certamente raccomandabile.

Autobus
100 minuti

Treno (linee JR)

Stazione di Nagano

JR Hokuriku Shinkansen
Stazioni di Nagano --> Tokyo

  • Lucie Aidart

    Tutte le volte che salgo su uno Shinkansen sono felice. Il treno ad alta velocità giapponese è iconico nel mondo per un insieme di tre qualità fondamentali: comfort, velocità e sicurezza. Mi piace soprattutto prenderlo di giorno, perché adoro stare incollata con il naso al finestrone e rincorrere con gli occhi la straordinaria varietà di dettagli paesaggistici che via via si rivelano soprattutto sbucando dopo una galleria. Se vi capita, portatevi anche un bento, il pasto fisso pre-confezionato in vendita nella stazione, così capirete cosa intendo dire quando affermo che questo è il mio modo preferito di viaggiare.

  • Jason Evrard

    Non sarà veloce come l’aereo ma è pur sempre un mezzo molto efficace anche sulle lunghe distanze, e soprattutto è più comodo. Non pensavo che un treno ad alta velocità potesse essere anche così silenzioso, ma così è e la scelta di bevande e cibi leggeri a pagamento può rendere il viaggio ancor più gradevole.

La Stazione di Tokyomore

La Stazione di Tokyo

Nell'ottobre 2012 sono terminati i lavori di restauro e preservazione dello storico edificio lato Marunouchi della stazione più importante di Tokyo, che ne hanno ripristinato la tanto cara facciata a mattoni rossi, suo autentico simbolo, e valorizzato svariati particolari architettonici per riportarla all'aspetto di grandiosità di un secolo fa, quando fu costruita. Con l'occasione hanno riaperto i battenti la Tokyo Station Gallery e il Tokyo Station Hotel, quest'ultimo primo e unico a sorgere in un'opera considerata importante patrimonio culturale del Giappone, con gli interni realizzati in un sofisticato stile neo-classico europeo proprio per armonizzarli con gli esterni dell'edificio di Marunouchi.

  • Lucie Aidart

    Mi piace sempre ritornare a Tokyo, perché ogni volta scopro qualcosa di nuovo. Per un po’ vi ho anche vissuto e poi l’ho rivista altre volte, e so che non mi stancherò mai di farlo. Nella zona di Toyama è stata però la prima volta, e in effetti non è che se ne senta spesso parlare. Ma da quando ho scoperto che è ricca di cose interessanti, dall’arte alla tradizione popolare e dai monti al mare ma sempre senza fuggire dalla modernità, la considero una destinazione perfetta per chi del Giappone più "umano" vuole conoscere di più.

  • Jason Evrard

    Toyama è una delle aree montane più belle del Giappone, almeno tra quelle che ho visitato io, e anche se a Tokyo non mancano i luoghi rappresentativi della tradizione giapponese quelli di Toyama ispirano un altro tipo di autenticità.
    Se è vero che Tokyo è regina dell’intrattenimento moderno e sa offrire molto soprattutto ai giovani — si pensi principalmente a distretti come Akihabara e Harajuku — Toyama lo è per i templi, l’arte e l’artigianato, le escursioni in montagna e una cucina locale che forse a Tokyo non è ben rappresentata. Per questo suggerisco di spendere magari un giorno in più a Toyama data la sua perifericità.

LE RACCOMANDAZIONI DI ALTRI VIAGGIATORI

Benché breve, questo viaggio ha il pregio di dare un’infarinatura sì generale ma piuttosto accurata del Giappone moderno e quello rurale — prima a Tokyo e poi a Toyama, città affacciata sul Mar del Giappone che come tante altre è ricca di tradizioni e natura. Non è poco riuscire in pochi giorni a vedere entrambe, perché il Giappone non è fatto solo di grandi città e, infatti la natura a Toyama è una presenza molto forte. Per me, questa è l’attrattiva principale del paese.

Lucie Aidart
Blogger di viaggi
Risiede a Francia
  • Hobby

    Viaggi, trekking, vita all’aperto, scrittura a mano e karate

  • Numero di viaggi in Giappone

    Quattro volte

LE RACCOMANDAZIONI DI ALTRI VIAGGIATORI

Emozionarsi durante un viaggio è facile, soprattutto se si riesce ad esplorare a sufficienza le destinazioni programmate magari con l’aiuto di una guida professionale. Tokyo non ha bisogno di presentazioni particolari, e non solo per i suoi aspetti moderni per cui è maggiormente conosciuta, mentre a Toyama, provincia più a nord affacciata sul Mar del Giappone, può riservare molte gradite sorprese che fanno desiderare di rimanervi più a lungo. La penso così dopo aver visto alcuni templi e le Alpi giapponesi, ma anche posti come Inami e un pittoresco porticciolo peschereccio come Shinminato.

Jason Evrard

Guida francese in Giappone e reporter di “Kanpai!” (guida di viaggi francese)
Risiede a Tokyo
Paese d'origine: Francia
  • Hobby

    Viaggi, escursioni a piedi, cenare fuori, sociologia e religione

  • Permanenza a Tokyo

    Sei anni

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